Citazione

mercoledì 17 luglio 2013

il sonno della ragione...

Era parecchio che non mi capitava. Intendo escludendo coliche e problemi notturni altrui che ti tengono sveglio artificialmente. Più o meno da quando ho capito che prendere non più di 1-2 caffè al mese mi rende sensibile alla caffeina. Per cui bastava bere più di un bicchiere di frizzantino della Georgia (sì, dai, la bibita con la lattina color babbonatale), per dire, per non dormire. 

La causa, questa volta, penso sia stato il tiramisù. Accecato dal demone della gola mica avevo fatto mente locale e ne ho ucciso a morsi un bel po'. Molto buono. Ne vorrei un po' anche ora. Ma forse non è proprio il caso.

E quando non dormo, mi giro e mi rigiro nel letto, in uno stato di veglia misto a sonno, in cui la mente genera mostri, solitamente entrando in agghiaccianti loop inverosimili quanto fastidiosi. Questa volta ero alle prese con una partita di cocaina che cercavo di nascondere spostandomi e rigirandomi nel letto e passando dal lato destro al lato sinistro del cuscino con il cugino di Tony Soprano a dirmi ogni volta "così si vede, se ti beccano gli sbirri finisci in galera e se ti beccano i narcos ti fanno un culo così".

E devo ammettere che non è nemmeno il più insensato loop in cui mi sono smarrito se posso addirittura descriverlo a parole. Solitamente mi perdo in immagini stressanti, sempre le stesse che mi obbligano a panarmi nel letto, assolutamente prive di senso al di fuori dello stato di sonno-veglia. I loop si cibano delle ansie fresche di giornata. Ricordo vagamente un loop a base di zombie dopo aver recuperato 2 stagioni di Walking Dead in 3 giorni ma di solito è sempre roba più di sonno che di veglia.

Basta fermarsi, leggere qualcosa, bere e tutto torna al posto giusto. Questa volta no, il loop è più di veglia che di sonno. E sul comodino ho l'ultimo di Saviano sulla cocaina, quindi andrei a nutrire il mostro, mi sà.

Una volta funzionava scrivere i Racconti Metropolitani per il blog. Ora non lo so, è tanto che non provo, ma quest'idea aggiunge allo stress anche un senso di colpa. Un'altra attività non conclusa che si è accumulata a tante altre: finire il trasloco del blog. E le sedie da ridipingere, il tavolo da ridipingere, i tarli da eliminare, il fascione della cucina da riparare, le finestre da sistemare, l'idraulico da chiamare, amici a cui telefonare, la barba da sistemare, le piante da curare... e fuori albeggia mentre una zanzara esige il suo tributo di sangue su un alluce. Troppo pigro, troppo stanco per fargliela pagare. Sfatto è il termine più corretto per descrivermi al momento.

Ma c'è un tiramisù che mi aspetta. Almeno la giornata non inizia così male.

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